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"Le fonti più antiche farebbero risalire le origini della famiglia intorno all’anno 1000.
Quello che si può dire con certezza è che già alla metà del Trecento i
Contucci figurano fra le famiglia più in vista della città di Montepulciano.”
Lo stemma della famiglia rappresenta un unicorno rampante in
campo azzurro che simboleggia fierezza e verità. I Contucci si fregiano fin dalle
origini dell’antico e prestigioso titolo di Patrizi Senesi.
Già nel 1300 alcuni membri della famiglia furono Gonfalonieri della città.
Nel 1434 Contuccio venne ammesso con grande onore alla cittadinanza fiorentina;
Ottaviano fu comandante dell’esercito di Cosimo I De’ Medici
e morì gloriosamente il 5 dicembre 1594.
Nel XVII secolo tra i molti personaggi della famiglia vogliamo ricordare Giulio,
dottore di diritto civile e canonico all’Università di Pisa, Arcangiolo che fu
comandante nell’esercito del Granduca Ferdinando II; Gregorio che,
oltre ad essere Gonfaloniere nel 1612, fu anche "Alfiere delle Corazze" di Cristina di Lorena.
Nel XVIII secolo Contuccio, gesuita, fu rettore della Cattedra di Retorica e responsabile
del Museo Kircheriano di Roma, partecipò alla fondazione della Colonia Arcadica di Montepulciano
(Accademia Poliziana) e come Arcade assunse il soprannome di Lireno Boleio.
Alamanno fu per diletto un costruttore di organi e in questa sua arte
fu molto apprezzato. Fra le sue opere si conservano l’organo della Chiesa di S. Biagio a Montepulciano
e quello della Chiesa del Carmine a Firenze.
Domenico fu insignito nel 1721, dal Granduca di Toscana dell’Ordine Militare di Santo Stefano.
Niccolò, gesuita e insegnante nel Collegio Romano, fu missionario a Santiago del Cile,
in Paraguay e in Argentina.
Nel XIX secolo Giuseppe partecipò alla bonifica della
Valdichiana mediante interventi sulle sue terre e fu uno dei primi
produttori di "Vino Nobile", come si legge in alcuni libri aziendali
dell’epoca. Suo figlio Stefano continuò l’opera di propagatore in Italia e all’estero del vino e dell’olio di Montepulciano.
Nel corso di tutto il XX secolo, Mario, insieme alla sposa
Lydia, e dopo di lui i figli Gian Stefano, Maria Vittoria, Gigliola ed Alamanno, hanno continuato a tenere alto l’onore della famiglia nella comunità poliziana ed a raffinare le tecniche di produzione del Vino Nobile di Montepulciano.
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